martedì 5 novembre 2013

Eccellenza: finito l'ottobre nero per il Civitavecchia

 
 
Poco più di un mese. Tanto è servito al Civitavecchia per ritrovare la via del successo. Dopo un ottobre decisamente poco elettrizzante quanto a risultati, domenica è arrivato l’acuto che tutti aspettavano: 2-1 in rimonta al Galli di Cerveteri, primo successo fuori casa e tre punti pesanti in chiave salvezza.

Il tutto, nonostante un primo tempo fatto più di nervi che di gioco, l’ennesimo calcio di rigore fischiato contro e alcuni momenti di black-out (i soliti) sia in fase di costruzione che di finalizzazione. Insomma con i ragazzi di Antolovic i nerazzurri non hanno giocato alla grande ma ciononostante – e questa è forse la novità più importante – si sono improvvisamente scoperti cinici. Un Civitavecchia che, per certi versi, a Cerveteri ha ricordato la squadra vittoriosa all’esordio contro il Fregene con una rete di Giuffrida a un quarto d’ora dalla fine. Con la differenza però che domenica, il gol di Di Chiara mette il match su un binario favorevole ai padroni di casa. Ed è qui esce fuori il carattere dei nerazzurri, un carattere che, in prospettiva, deve costituire un precedente, una linea guida.
 
Uno che domenica ne ha dimostrato tanto, di carattere, è stato sicuramente Claudio Panunzi. Per lui una prestazione sopra le righe, sia per il gol del 2-1 che per l’apporto dato alla squadra nella zona nevralgica del campo. «Abbiamo dimostrato di saper essere un gruppo – il commento dell’ex Santa Marinella – siamo stati bravi a credere nella rimonta e nel metterla in pratica. Nel primo tempo forse abbiamo concesso un po’ troppo, anche se in mezzo qualche cross lo abbiamo servito. Nella ripresa invece abbiamo giocato palla a terra, e alla fine i risultati sono arrivati». Suo il gol del 2-1, di testa, dopo una bella incursione. «A volte capita anche a me – ci scherza Panunzi – ma a prescindere dal gol sono felice per la vittoria. È una vittoria che ci fa affrontare la settimana con molta più serenità. Sono convinto – la conclusione del centrocampista civitavecchiese – che se lavoriamo con professionalità, il nostro obiettivo arriverà».
 
Altro protagonista al Galli di Cerveteri è stato sicuramente Giuffrida: per lui un gol (il secondo in campionato) e un assist. «È un successo importante, perché ottenuto dopo esser andati sotto e in più fuori casa. Ancora non avevamo mai vinto lontano da Civitavecchia. È un bel segnale». Che scaturisce però da un match dai due volti, con Giuffrida di nuovo utilizzato in un ruolo nel quale lui si deve calare. «Il mister mi chiede di giocare di sponda, portare l’uomo fuori dall’area e creare lo spazio per i compagni». Insomma, una punta “anomala”, mascherata, che con i cross alti combina poco. «Il colpo di testa non è sicuramente la mia specialità. O meglio, mi capita di segnare anche di testa ma non sono certo il Di Giacomo della situazione, io sono molto diverso da lui. I miei sono altri gol, magari anche di rapina (come quello di domenica, ndc)». Sulle difficoltà. «Abbiamo una rosa forse un po’ corta. Senza nulla togliere ai giovani, che sono tutti bravi e volenterosi, ma allo stesso tempo nuovi per la categoria. È normale che una squadra del genere vada in affanno».
Due parole infine su quello che Giuffrida, e altri come lui, vedono come il problema ora più ingombrante. «Senza luci è impossibile allenarsi al Fattori. In Eccellenza questa è una situazione incredibile». (fonte Il Messaggero.it)

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