lunedì 22 settembre 2014

Il nostro entusiasmo può fare la differenza


ECCELLENZA. Il direttore sportivo del Civitavecchia Calcio Marcello Smacchia commenta il convincente avvio di campionato. Il ds nerazzurro, nonostante l’ottima partenza e il fresco 3-1 esterno rifilato al Monterotondo, rimane con i piedi a terra: 
Ds Marcello Smacchia
«La salvezza resta il nostro obiettivo, è inutile fare o alimentare grandi sogni, pensiamo a salvarci, facciamo questo miracolo»

di Alessio Altieri.

Vincere, aveva detto mister Insogna, per dimostrare prima di tutto a se stessi di essere realmente una squadra in grado di potersela giocare con tutti. Domenica sul campo del Monterotondo, una formazione che condivide con il Civitavecchia il destino di dover giocare alla morte tutte le partite per cercare di ottenere il prima possibile una tranquilla salvezza, l’undici nerazzurro ha dato un segnale forte. Terminato il primo tempo col doppio vantaggio grazie a Barluzzi su rigore e Sacripanti, al 62’ i padroni di casa hanno accorciato pericolosamente il risultato, riportato a distanza di sicurezza all’87’, con il primo gol in Eccellenza del classe ’95 Jacopo Di Marco, che ha sancito il definitivo 1-3.
Espressione del grande momento di euforia che sta vivendo il Civitavecchia è il ds Marcello Smacchia: «Un avvio di campionato così - ha dichiarato il direttore - non se l’aspettava nessuno anche se, va detto, di giocatori validi ne abbiamo. Siamo molto giovani, questo senz’altro, e nell’entusiasmo una squadra giovane può fare grandi cose. Siamo comunque molto contenti anche perché stiamo mettendo in cascina punti che saranno fondamentali nei momenti di magra che, è fisiologico, arriveranno».
C’è un filo rosso in queste prime giornate, ed è il bel gioco. In tutt’e tre le uscite del Civitavecchia (due esterne e una casalinga) i ragazzi di Insogna si sono imposti col palleggio e con la velocità prima ancora che con i risultati, e di questo, chiaramente, ne sono particolarmente orgogliosi anche “i piani alti”.
«I risultati - prosegue Smacchia - aiutano in tutto. La cosa determinante è che abbiamo un gruppo di ragazzi uniti che si vogliono bene per davvero. In questo, chiaramente, vanno fatti i complimenti al tecnico, bravo a solidificare lo spogliatoio e a far sentire importanti i giovani come i “vecchi”, tutti sanno che non ci sono prime donne, ma un gruppo che continuando a lavorare così può divertirsi, questa, ad oggi, è la nostra arma più grande».
L’andamento della partita col Monterotondo sembra essere stato uno specchio proprio di questo fattore: la freschezza dei giovanissimi, supportata e “razionalizzata” dai più grandi, come nel terzo gol che ha chiuso la gara, quando Hasa, con grande esperienza, ha controllato la palla, ragionato, si è guardato intorno e ha servito in acrobazia l’accorrente Di Marco, un under che ha fatto tutta la trafila prima di arrivare in prima squadra.
Di giovani validi (fondamentali in questa categoria dove almeno tre under devono sempre stare in campo) i nerazzurri sembrano averne diversi e, parola di Smacchia, ci sono anche due-tre ’98 pronti ad affacciarsi in prima squadra.
Certo, la giusta euforia del momento non deve annebbiare la realtà dei fatti, ma su questo Smacchia sembra molto fermo: «La salvezza - -afferma con decisione il ds - rimane il nostro obiettivo, è inutile fare o alimentare grandi sogni, pensiamo a salvarci, facciamo questo miracolo». Se a tutto ciò si aggiunge che due pedine fondamentali come Elisei (in campo domenica ma a detta del ds «ancora al 50%») e Ruggiero (non in campo per un fastidio al piede) a Monterotondo non hanno potuto dare l’apporto che sanno, allora i margini di miglioramento di questa squadra sembrano veramente importanti. La salvezza come obiettivo, ma certo, da lassù in testa alla classifica oggi è più facile stare tranquilli. fonte Civonline

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